pubblicazione di gennaio 2007                             

IMMATRICOLAZIONI DI “COMODO”: SCATTA LA VERIFICA PER GLI AUTOCARRI UTILIZZATI DA AZIENDE E PROFESSIONISTI

 Con la Manovra d’estate (decreto legge 223/06) il Governo ha emanato una specifica disposizione per colpire le cosiddette immatricolazioni “di comodo” ed, in particolare, i veicoli che vengono immatricolati ad uso autocarro al solo fine di conseguire dei vantaggi di natura fiscale (e cioè la completa detrazione dell’Iva e la totale deducibilità del costo).

Tale disposizione faceva riferimento ad un apposito provvedimento dell’agenzia delle entrate per individuare quei veicoli che, a prescindere dalla categoria di omologazione, devono essere considerati al pari delle autovetture in quanto consentono il trasporto di persone.

La conseguenza di tale assimilazione (autocarro = autovettura) determina per tali veicoli - sotto il profilo fiscale – l’applicazione delle disposizioni previste per le autovetture e cioè, la totale indeducibilità dei costi per le imprese, la parziale deducibilità dei costi per i professionisti, nonché la limitazione della detrazione (nella misura forfetaria che sarà approvata dal Consiglio dell’Unione Europea) ai fini Iva.

In data 6 dicembre 2006 è stato emanato il Provvedimento del direttore dell’agenzia delle entrate che fissa i criteri per verificare se – dal punto di vista della disciplina fiscale - un veicolo immatricolato autocarro possa essere considerato tale o, invece, debba essere rivisto come un’autovettura.

Per procedere alla verifica occorre:

A)     in primo luogo, reperire il libretto di circolazione del veicolo, in quanto da esso sono ricavabili tutti i dati necessari per effettuare il controllo;

B)     il passaggio successivo consiste nella verifica di tre elementi e cioè la tipologia di immatricolazione, il codice carrozzeria, ed il numero dei posti. La possibile assimilazione dell’autocarro all’autovettura si ha – secondo quanto stabilito dal provvedimento – se dall’esame del libretto di circolazione del veicolo risultano i seguenti tre elementi:

bullet immatricolazione o reimmatricolazione come N1
bullet codice carrozzeria F0 (effe zero)
bullet quattro o più posti

L’assenza di uno solo di questi tre elementi (in quanto ad esempio il veicolo consente il trasporto di tre persone oppure presenta un codice carrozzeria diverso da F0) non fa scattare l’applicazione della disposizione che assimila tale veicolo ad un’autovettura;

C)    in presenza di tutti e tre gli elementi di cui al punto precedente, l’assimilazione è possibile, ma è necessario effettuare un ulteriore conteggio utilizzando la formula indicata nel provvedimento. Solo se il risultato della formula è pari o superiore a 180 l’autocarro deve essere considerato fiscalmente al pari di un’autovettura.

Pt (kW) = potenza del motore espressa in kilowatt
P = portata del veicolo
Mc = massa complessiva
T (t) = tara espressa in tonnellate
P = Mc – T (t)

Si riportano di seguito due esempi di calcolo per la verifica dell’assimilazione autovettura-autocarro.

ESEMPIO 1

 

Autocarro non assimilato ad una autovettura

Veicolo marca Renault, mod. Espace, immatricolato come “autocarro per trasporto di cose – uso proprio”.

Dalla carta di circolazione risulta:
Categoria del veicolo          (lett.J)              N1
Codice carrozzeria            (lett.J.2)           F0
Numero di posti                  (lett.S.1)          5
Potenza motore                 (lett.P.2)          110 kW
Massa complessiva           (lett.F.2)           2.555 kg = 2,550 t
Essendo indicata direttamente la Portata pari a kg. 705 (0,705 t) il rapporto potenza/portata è pari a 110 / 0,705 = 156,02
Essendo 156,02 < 180 il veicolo in esame non è equiparato fiscalmente ad un’autovettura.

 

ESEMPIO 2

 

Autocarro assimilato ad una autovettura

Veicolo marca Suzuki, mod. Gran Vitara, immatricolato come “autocarro per trasporto di cose – uso proprio”.

Dalla carta di circolazione risulta:
Categoria del veicolo          (lett.J)              N1
Codice carrozzeria            (lett.J.2)           F0
Numero di posti                  (lett.S.1)          4
Potenza motore                 (lett.P.2)          80 kW
Massa complessiva           (lett.F.2)           2.005 kg = 2,005 t
Essendo indicata direttamente la Portata pari a kg. 415 (0,415 t) il rapporto potenza/portata è pari a 80 / 0,415 = 192,77
Essendo 192,77 > 180 il veicolo in esame è equiparato fiscalmente ad un’autovettura.

Al di là della necessità di effettuare i conteggi occorre, tuttavia, segnalare due ulteriori aspetti di particolare rilevanza:

·    né la disposizione normativa né il provvedimento ora esaminato si pronunciano sulla decorrenza delle disposizioni in essi indicate e, pertanto, non è ad oggi noto se le stesse risultano applicabili alle immatricolazioni passate (con pesantissimi effetti dal punto di vista fiscale) o riguardi le sole immatricolazioni poste in essere successivamente alla entrata in vigore della disposizione contenuta nel decreto legge 233/06 (4 luglio 2006); 

·    il Provvedimento del 06.12.2006, dopo aver fissato i criteri per stabilire l’assimilazione autocarro-autovettura, rinvia a successivi provvedimenti l’individuazione di quei veicoli:

a)      ai quali si disapplica tale provvedimento (in quanto comunque non consentono il trasporto di persone)

b)      ai quali si estende l’applicazione del provvedimento esaminato in quanto, pur rispettando i parametri in esso indicati (assenza di uno dei tre elementi o risultato inferiore a 180) consentono comunque il trasporto di persone.